E’ scoppiato a ridere quando gli ho raccontato che una volta ero venuto quando un Padrone mi aveva scoreggiato in bocca. Ho sentito nella sua risata una nota sincera, fuori dai ruoli che stavamo giocando e profondamente umiliante. Avevamo poco tempo e nessun posto dove andare ma l’ha usato bene. A ogni androne di casa che potesse dare un po’ di riparo, anche poco, mi ha schiaffeggiato, sputato in bocca, fatto leccare le dita con cui si era strofinato il cazzo. Nel camerino di un grande magazzino mi ha fatto spogliare nudo e ha deriso il mio cazzetto. In un bar ha deciso cosa dovevo bere e mi ha concesso di pagare anche la sua consumazione. A ogni schiaffo, a ogni sputo in bocca misuravo la mia capacità di sottomissione ed ero piuttosto soddisfatto. E’ stato un premio eccessivo per me nel bagno di un edificio pubblico poter prendere in bocca il suo cazzo, sentirlo ingrossare fra le mie labbra. Se non fossimo stati disturbati da un inserviente dei bagni che ci ha bussato avrei avuto il regalo del suo godimento sulla mia faccia. Credo.

Sherazade

Ti racconto una storia?

Prego

Lo scopo è darti piacere, quindi mi dovresti dare uno spunto, dominazione? insulti, fist? pissing ecc.

Perché vuoi raccontarmi una storia?

Perché hai diciotto anni, sei molto bello, sei venuto due volte sul mio profilo e penso sia l’unica cosa che potrei darti con un qualche minimo valore per te.

Come siamo profondi

Grazie.

Una a tuo piacere

Diciamo allora quella del giovane master inesperto che mi ha dato un indirizzo e mi ha detto di aspettarlo lì nudo, con il culo in aria, pronto a qualsiasi cosa

E tu ?

Sono entrato all’indirizzo che mi aveva dato. C’era un’unica stanza, vuota, con un letto nel centro e un materasso coperto da asciugamani. Due porte chiuse che non ho però neanche provato ad aprire. Non mi sembrava ci fosse nessuno in casa. Ho aspettato un po’, poi mi sono spogliato e messo come mi aveva chiesto sul letto. Ero spaventato e spaventosamente eccitato

Poi

Sul letto c’era solo un plug gonfiabile e un biglietto: “se non vuoi che lo usiamo, toglilo dal letto”. L’ho lasciato lì. Sono rimasto in posizione un sei sette minuti, mi sono sembrati lunghissimi, ma c’era sul muro un orologio che faceva uno scatto a ogni minuto che passava e li avevo contati. Sai cos’è un plug gonfiabile?

Ovvio

Dopo quei minuti di interminabile attesa sento rumori nella stanza, lui è silenziosissimo, non mi dice niente, sento che mi schiaffeggia il culo, piano, solo per sentire se è sodo o molliccio (è ancora sodo). Lo vedo dalla specchiera che c’è nella stanza, unico altro mobile insieme al letto, è giovanissimo, magro, peloso, non palestrato ma molto molto sexy, potrebbe avere chiunque e questo mi spaventa.

Perché?

Perché allora forse vuole fare cose estreme che nessuno gli consente di fare.

E poi?

Mi gira tutto intorno, mi guarda da tutte le parti. Mi allarga meglio le gambe, mi tocca i coglioni e il cazzo, mi dice: “la prossima volta vieni con il cazzo ingabbiato”.
Io dico “sì padrone” e godo del fatto che abbia parlato di una prossima volta, vuol dire che gli piaccio abbastanza. La voce è giovane, roca, ha un leggero accento non italiano ma non capisco di dove possa essere. Sai cosa intendeva con cazzo ingabbiato?

Si. Conosco tutte queste belle cose e toys

Ti piace l’idea che l’altro non possa godere mentre tu gli fai quello che ti piace?

Molto

Intanto mi mette il suo piede sotto il naso, ha calzini portati da almeno un paio di giorni. Se ne toglie uno, umido di sudore, e me lo mette in bocca. Con il calzino in bocca sento l’odore ancora di più, è forte, ma mi fa eccitare, poi saprò che non gli piace un gran che farsi leccare i piedi ma che gode per l’umiliazione che implica.
Continua a girarmi attorno per un po’ come se non avesse ancora deciso cosa fare. Poi prende il plug e me lo infila nel culo. Entra liscio, anche se non è proprio piccolo neanche da sgonfio. Comincia a gonfiare il plug e sento che si allarga dentro di me. Cazzo mi piace, mi piace. Toglie il calzino e comincio a mugolare, cazzo mi piace…

E poi ?

Non mi sono mai sentito così, mi sento tutto il suo potere, aperto, sfondato.  Faccio capire quanto mi piace evidentemente, perché dice “che troia!” e poi “solo con un pezzo di plastica, cosa fai con un cazzo in culo, canti l’avemaria?”

He he, vero

Sempre tenendo la pompetta in mano si siede sul letto, è nudo anche lui, sento l’odore del suo cazzo mentre si avvicina alla mia bocca. Ha un bel cazzo, non enorme ma bello duro, deciso, come piace a me. Cerco a naso, letteralmente, facendomi guidare dall’odore, di prenderglielo in bocca ma mi dà uno schiaffo: “non ti ho ordinato di succhiare, troia”. Gonfia ancora un po’, rabbioso. Se tirasse fuori il plug adesso mi romperebbe tutto.

Che idea…

Invece di rompermi il culo ha ripreso il controllo, ha sgonfiato il plug e me l’ha tirato fuori, si è messo dietro di me e ha cominciato a spingermelo contro. Ma invece di cominciare a venirmi dentro come pregavo che volesse fare si ferma. “Devo pisciare”. Cosa pensi che abbia fatto allora?

Ti avrà detto di aprire la bocca

Non subito, è un ragazzo molto ordinato: si è alzato e poi è entrato in una porta, ho sentito che armeggiava in bagno, poi è tornato vicino a me, ha poggiato un secchio vicino al letto, poi ha detto “girati sulla schiena e vieni un po’ verso di me”. Per un po’ sono rimasto lì con la testa penzoloni, poi ho cominciato a sentire la sua piscia calda sulla faccia. “Apri la bocca, cesso”

E tu ?

Io ho tirato su la testa, perché non mi andasse anche nel naso e ho cominciato a bere, era puzzolente, di sapore forte. “Ma che puttana schifosa, bevi la piscia di tutti? che schifo”, mi ha sputato in faccia, e poi di nuovo in bocca
Ho mandato giù tutto, piscia e poi la saliva.
Poi mi ha rimesso con il culo all’aria. “Adesso ti rompo”. Mi ha rimesso il plug e ha ricominciato a gonfiarlo. Intanto mi ha girato la testa e mi ha infilato il cazzo in bocca

E poi?

Sentivo ancora il sapore della piscia e ho cominciato a succhiare anche se ero in posizione scomoda. Ma lui non voleva una pompa, mentre con una mano ancora gonfiava, con l’altra mi ha premuto la testa per tenerla ferma e ha cominciato a scoparmi la bocca.
Mi entrava e usciva dalla bocca con violenza, fregandosene se mi faceva male e che mi stava soffocando, per fortuna ha smesso di gonfiare perché mi si stava veramente spaccando il culo e avevo voglia di urlare
Godevo come non mai capitato, e infatti mi agitavo. A un certo punto lui ha tirato fuori il cazzo, mi ha messo la mano sul collo e mi ha intimato di smettere di mugolare come una cagna.

Ma tu sei una cagna

Veramente difficile per me in quel momento, infatti.
Ha sgonfiato un poco il plug e poi l’ha tirato fuori con un colpo secco, pensavo ecco adesso ha rotto tutto
Invece mi aveva dilatato abbastanza, ha cominciato con tre dita di una mano. Io ero stato fistato nella mia vita solo un’altra volta e quell’altra non era riuscito a entrare neanche con tutta la mano. Lui è arrivato a polso.
“Ma guarda come gode questa vacca schifosa”.
Mi ha rimesso con la testa penzoloni e ha cominciato a fottermi in bocca sul serio, uno, due minuti, poi ha sborrato e io me la sono dovuta bere tutta.

Bene vacca che non sei altro.

D. cucciolo violento

I 50 euro che gli do ogni volta non sono neanche una mancia per il piacere che mi da. Cazzo, D.: mi fai godere come un riccio. L’ho incontrato la prima volta in un parco. Stavo succhiandolo a un tipo indiano che spompo spesso, H., gli piace mettermelo in bocca davanti a tutti e quando si avvicina qualcuno gli si indurisce di più. D. ci è girato attorno un bel po’ e H. gli faceva cenno di avvicinarsi da tanto che non ci speravo più. Lo intravedevo mente lavoravo il cazzo dell’indiano. Piccoletto, tozzo, peloso, si ravanava fra le gambe, la situazione lo eccitava. Quando si è deciso a venire vicino gliel’ho subito preso in bocca e lui ce l’aveva duro, sporco, sugoso. Ho fatto venire in fretta H., so come fare, e mi sono dedicato a D. che aveva un ghigno sprezzante molto sexy. Bushtër! avrei capito solo molto dopo che  mi stava dando della troia, ma il tono non era equivocabile e mi sono messo a pomparlo ancora più forte, così lui mi ha dato un leggero schiaffo e io giù con il suo cazzo in gola che si gonfiava.  Mentre succhiavo ho preso un preservativo e gliel’ho messo in mano, così l’ha indossato in fretta e mi ha dato uno spintone per farmi piegare, ma io ero già pronto e con la saliva della pompa, che era venuta abbondante e densa, mi sono lubrificato il culo, H. intanto era restato lì e se lo menava ancora, eccitato dalla scena. E’ entrato in modo brutale, ma già facendomi godere. Come ho imparato le volte successive che ci siamo visti, a D. piace la scena di stupro, mettermi la mano sulla bocca per non farmi urlare o spingermi la testa contro qualcosa, mentre lui dà colpi i più forti che può. Lo eccita se resisto, lo sento su per il culo, nel modo in cui si muove, spinge e vuole fare male. Ma allo stesso tempo c’è in lui ancora qualcosa del cucciolo che gioca e graffia, ma che basta uno sguardo per mettere al suo posto. Gli piacciono i miei atti di adorazione, da sotto in su, il momento più eccitante per lui è quando vince il suo buon animo e fa qualcosa di brutale, non concordato, che lui pensa possa essere un po’ troppo. Allora gli si gonfia ancora di più e sborra come se  fossero mesi che lo trattiene.

Sto diventando sempre più troia in sauna. La settimana scorsa ero appena entrato e mi sono subito fatto sbattere da un russo grande e grosso.  Era già lì, nella sauna umida e buia, forse ci vedeva meglio di me e si è subito avvicinato con il cazzo duro. Ho cominciato a menarglielo e poi gli l’ho preso in bocca, ma lui voleva scopare, gli ho messo il profilattico che mi avevano dato alla cassa e mi sono seduto sul suo cazzo. E’ entrato a fatica ma tutto. Diceva cose in inglese, good, fuck. Come mi aspettavo dalla sua decisione, ha cominciato a incularmi con forza, accompagnando ogni colpo con esclamazioni. Così si è subito radunato un gruppo intorno. Hanno cominciato ad avvicinarmi i cazzi alla bocca e il russo dietro diceva “sì, suck”, con la mano mi spingeva la nuca contro un bel tipo che avevo già visto prima giù nel labirinto, ma mi aveva ignorato. Ma qui la situazione lo attizzava e me lo sono potuto succhiare. Altri cazzi volevano entrarmi in bocca e ne ho accontentati un po’, qualcuno odorava di piscio, erano tutti duri. Poi il russo è venuto con un grugnito ed è uscito dal mio culo, il bel tipo mi è venuto sulla guancia, così anche io ho sborrato, è bastato che me lo toccassi, e ho lasciato il gruppo.

Ma già in doccia un piccoletto muscoloso mi ha fatto di nuovo venire voglia. E lui ha subito capito tutto di me. L’ho seguito per poco, poi si è messo all’entrata di una cabina e quando mi sono avvicinato mi ha spinto dentro, senza complimenti. Mi ha ficcato il cazzo in bocca, tenendomi poi la testa e fottendomi. “Godi troia” mi ha detto ed era esattamente quello che stavo facendo.

Travestito per caso

U. X. mi ha convinto che per ciucciare tutti i cazzi albanesi che voglio mi basta mettermi una parrucca, un po’ di trucco e vestirmi da donna. Ci pensa lui poi a portarmi nel posto giusto. Che risulta essere casa dei suoi cugini dove appena entro sento una gran puzza di piedi e di sudore. Ha tenuto le luci basse e sento che ci sono più persone ma non vedo in faccia quasi nessuno. Mi butta in mezzo alla stanza e io cado, sento ridere. Sento voci eccitate, forse ubriache, certo alterate. Realizzo che sto per provare una vera gangbang, priva di quegli aspetti del tutto irrealistici che mi infastidiscono nei video porno (perché tutti quei figoni aspettano col cazzo in mano che si liberino uno dei due soli buchi disponibili?). Ho paura ma sono anche molto eccitato. Conto su U. Non permetterà che mi facciano (troppo) male.  E comunque non mi sembrano aggressivi, non sento intorno un branco di stupratori, che forse è la cosa che desideravo profondamente senza dirmelo. Il mio trucco è un leggero schermo di protezione: ho una parrucca che devo stare attento a non farmi togliere, gli occhi bistrati e le labbra colorate, i vestiti femminili. So che qualcuno gode anche solo di questo ma a me non aggiunge nulla anzi un poco mi disturba, mi sembra che non accada direttamente a me quello che sta per succedere. Che poi cosa? Da qualche parte in questa casa c’è un cesto della biancheria sporca veramente puzzolente che nessuno avrà la bella idea di ficcarmi in bocca mentre mi inculano. E quei bei piedoni sporchi non gli verrà neanche in mente di mettermeli sulla faccia, o di pisciarmi addosso. Non se neanche se mi inculeranno, vorranno il loro pompino a testa e al più pretenderanno che mandi tutto giù. Ok per me.

La civiltà della conversazione

Raccontami qualcosa di eccitante

Che dici della storia di quando ho pagato due giovanotti etero per mettermi i loro piedi in faccia e sputarmi in bocca?

Mmm, interessante racconta per bene

Uno lo conoscevo già, ventun anni anni fisico asciutto muscoloso ma non troppo, magro, bei piedoni (fa il calciatore), bel cazzone ma non particolarmente interessato a farselo succhiare, anche pagato, per cui gli avevo chiesto un po’ di saliva

E dove te l’ha messa?

Me l’ero fatta colare in bocca ovviamente. Mi pareva gli fosse piaciuto, gli era diventato anche più duro, così per cercare di riprodurre la scena di un porno che mi fa sballare gli ho proposto di far venire un suo amico e di fare la gara di sputi

Che troia

Così è venuto con questo suo collega calciatore, mi ero raccomandato di non venire lavati e saponati come era venuto lui la prima volta, e infatti sono venuti con i calzini belli umidi e uno aveva anche il cazzo piscioso ma l’accordo era che non dovevano farselo diventare duro ma solo sputarmi e piazzarmi i piedoni in faccia

Interessante … poi

L’altro era sui vent’anni come il suo amico, secco anche lui con un gran cazzone ma non gli tirava, erano imbarazzati e rossi in faccia, che teneri, mi sono messo steso per terra, in modo che potessero mettermi i piedoni sudati in faccia. Il calciatore mi ha ascoltato ed era venuto con i piedi davvero sporchi, l’altro non ci aveva creduto, forse, che poteva piacermi così e sapevano di sapone…, ma erano enormi e bellissimi

Uno sforzo lo potevi fare

Non mi sono mica tirato indietro, li ho ciucciati e annusati con gusto. Mi ero anche portato un plug gonfiabile, che quando gliel’ho fatto vedere e spiegato come funzionava li ha fatti ridere a crepapelle, ma me lo hanno lo stesso infilato e cominciato timidamente a pompare

Ottimo

S. poi è cominciata la gara di sputi, mi sono messo in ginocchio a un metro e mezzo e hanno cominciato a sputare. Che godimento vederli che tiravano su il moccio e me lo sparavano in faccia, caldo. Mi sono avvicinato perché non centravano sempre la bocca anche se comunque riceverli in faccia e anche sul petto mi faceva godere come un riccio

Che zoccola e ti eccitavi?

Ce l’avevo duro e gocciolante. Hanno cominciato a centrarmi la bocca ma erano un po’ spompati già, la saliva del calciatore era molto schiumosa e secca invece l’altro che aveva un po’ di raffreddore era più densa

Catarro

Sì, bello denso, mi ha chiesto se volevo che si soffiasse in naso nella mia bocca, che pensiero carino, certo! Ho poi chiesto loro di darmi qualche sberla e dei calci ma erano troppo timidi erano carezze in pratica e bufetti

Che coglioni…

Ma invece era il bello della cosa, non mi fa godere particolarmente il dolore fisico, non mi sarebbe piaciuto se l’avessero fatto sul serio, credo.

Ok

Siccome avevano finito la saliva gli ho fatto bere un po’ di birra e me l’hanno risputata in bocca, ma non era la stessa cosa

Immagino e poi?

Non gli ho proposto di pisciarmi addosso perché mi sembravano già troppo scandalizzati, comunque nel frattempo al calciatore era venuto duro e mi ha chiesto lo vuoi? Ma che domande, ho cominciato a spomparlo e mi è venuto quasi subito in faccia

Poi hai preso anche l’altro

Magari, era troppo imbarazzato, gli ho chiesto se almeno mi scoreggiava in faccia o mi lasciava leccargli il culo ma l’idea non gli piaceva. Mi sa che non li rivedrò più…

Ancora odori

DominoBoy si fa pregare tutta una giornata prima di concedermi di raggiungerlo. E’ sera ormai, dopo che è stato tutto il giorno in rete e non ha trovato niente che lo smuovesse veramente. Avevamo cominciato a chattare già al mattino ma ovviamente sperava in qualcosa di meglio. Mi descrive dettagliatamente cosa gli piace (farsi leccare i piedi, face sitting, trampling ecc.) io sono talmente eccitato dalla faccia e dal fisico pieno e sensuale di questo ventottenne che prenderei in considerazione anche cose lontane dai miei gusti, figuriamoci un bel paio di piedi puzzolenti (che vedo nel profilo e già le foto mi basterebbero per una sega).

Quando arrivo  è sexy come mi aspettavo, in short e maglietta che ha recuperato dal fondo del cesto della roba da lavare e si sente. C’erano anche dei calzerotti, mi dice mentre si siede su una poltrona e solleva una scarpa da ginnastica. “Le ho messe per te” dice “anche con questo caldo” e sorride obliquo. Mi inginocchio e comincio a baciare le scarpe, non si sente odore però, con i denti comicio a slacciarlo, lui taglia corto e se ne leva una con l’altro piede, oh adesso sì. Bacio la spugna sporca e umida, distinguo il rancido del sudore vecchio da quello amaro fresco, benedetti adorabili batteri. Toglie le calze non so se più umide di lui o della mia saliva, comincio a lavorare con la lingua bene in mezzo alle dita. Mi metto a pancia in su e lui si alza dalla poltrona, in piedi, con il piede sulla mia faccia completamente dominatore, se mi fossi portato un plug adesso mi bagnerei di sicuro. Mi spoglio e lui mi mette il piede sulla pancia, mi monta sulle gambe, mi giro e gli chiedo di camminarmi sopra ma lui dice che ha paura di farmi male, mi giro di nuovo e si accuccia sulla mia faccia, sento la puzza degli short. Con le labbra mi impadronisco di un lembo che sulla lingua grattava come indurito da piscio secco o sperma. “Bravo, bravo”, si toglie gli short e mi piazza il buco del culo sulla bocca, con precisione millimetrica. Lecco, lecco, succhio.  Mi infila un cazzo largo e deciso dentro la gola, e mi fotte per un po’ fino a quando l’apnea me lo consente, tossisco, mi piangono gli occhi come fontane e mi esce saliva che ad ogni buon conto approfitto per spalmarmi sul mio buco del culo. Non abbiamo parlato di scopare e temo che non sia neanche interessato: era implicito che mi sarei fatto bastare i suoi odori. Ma lui nota il mio movimento e sbotta “che troia!” con un ghigno obliquo, “vieni che ti premio”, con uno schiaffo mi fa girare, poi si mette un profilattico e me lo appoggia, spinge. E’ largo ma anche duro, entra abbastanza facilmente, intanto che mi incula mi fa leccare le dita che si è infilato nel suo di culo, belle saporite. Poi recupera un calzino e me lo mette in bocca. Godo come poche altre volte nella mia vita.