Gangbang

Sono in una spiaggia parecchio appartata, frequentata infatti quasi solo da gay, nudisti e anche coppie che cercano un terzo, e qualche volta consumano pure qui, tanto è isolata, adesso poi è pomeriggio tardi e non c’è proprio nessuno qui intorno, mi sorprende e mi inquieta sentire voci arrivare, sono cinque ragazzotti. Anche loro si stupiscono di vedere qualcuno, si piazzano poco lontano su uno scoglio. Parlano italiano ma non sono italiani, sono un gruppo misto con un magrebino, un albanese o rumeno e tre, mi pare pakistani o indiani. Il magrebino e l’albanese in particolare mi sembrano dei bei pezzi di ragazzi, ma non mi arrischio a guardarli troppo, non voglio attirare la loro attenzione, mi fanno paura. Localizzo tutte le mie cose per raccoglierle appena smettono di lanciarmi sguardi e andarmene. L’albanese è proprio un figo, è a torso nudo ha i capelli cortissimi e tatuaggi, lo sguardo duro. Uno dei pakistani, che ha come gli altri due l’aria gentile, dice qualcosa all’orecchio dell’albanese. Scoppiano a ridere e adesso mi guardano tutti. Comincio a riempire lo zaino ma tremo di paura e di una strana eccitazione che mi fa un vuoto alla bocca dello stomaco. Penso siano camerieri di un albergo. Erano qui per fare il bagno ma sono anche un po’ sovraeccitati, forse sapevano delle coppie che frequentano questa spiaggia. Anche il ragazzo magrebino è bello, un naso diritto e forte, il petto ampio. I tre pakistani se ne stanno dietro, quello che ha detto qualcosa all’albanese mi pare di conoscerlo. Si toccano la patta tutti e cinque più volte, ridacchiano, si guardano intorno e mi guardano.

L’albanese si avvicina a me, il magrebino lo segue. Si piazzano davanti a me, ancora seduto a terra sul mio asciugamano. “Mio amico dice che fai le pompe”. Lo guardo spaventato, valuto se dire sì o no e faccio per alzarmi in piedi, ma lui mi fa ricadere seduto, adesso sono tutti intorno. L’albanese tira fuori il cazzo duro e dice “lecca”. Io obbedisco guardandomi intorno, gli altri ridono, sono imbarazzati ma si tengono le mani sulle patte gonfie. Il magrebino tira fuori il suo, quello dell’albanese è grosso sembra sul punto di scoppiare, ha una cappella enorme e un rigonfiamento a metà, puzza di piscio, invece quello del magrebino è più lungo, ben proporzionato, ancora non completamente rigido. L’albanese mi spinge la testa verso il cazzo dell’arabo, “succhia”. Lo prendo in bocca e comincio a pomparlo, si indurisce subito, e il ragazzo dice qualcosa che non capisco. L’albanese se lo mena, ride, mi dà dei colpi sulla testa perché mi entri fino in fondo il cazzo dell’altro. L’arabo sospira, sento che sta per sborrare già e mi stacco da lui, così mi viene sulla guancia un po’ e sulla maglietta, “vacca! no” dice l’albanese e prendendomi per i capelli mi infila il suo cazzo in bocca, faccio fatica a succhiarlo bene, ma lui mi prende per le orecchie e comincia a fottermi, “così” dice, va avanti per alcuni interminabili secondi, poi quando sta per venire mi preme la nuca e mi tiene fermo in modo che la sua sborra si versi tutta in gola, sento il getto come da un rubinetto, ma scende giù senza intoppi, ride, dice qualcosa e sempre tenendomi per i capelli mi spinge verso uno dei pakistani che ha un cazzo altrettanto grosso e nero. Questo le mo infila tutto, segue l’esempio dell’albanese fottendomi in bocca, ma con meno convinzione: quando viene la sputo fuori, è il turno del secondo pakistano che ha un cazzo duro e sottile, ci mette un po’ a venire, infatti il terzo che se ne stava vicino menandoselo, mentre gli altri si sono un po’ allontanati, quando è poi il suo turno mi sborra sulle labbra appena glielo tocco. L’albanese intanto prende il mio zaino e lo rovescia, ma non ho niente con me, neanche il cellulare perché l’ho dimenticato, nota però un profilattico, lo prende lo scarta e se lo mette sul cazzo ancora rigido, mi fa mettere alla pecorina mi tira giù il costume e mi incula con un solo colpo, lancio un lamento ma devo dire quasi solo di piacere, la mangiata di cazzi mi aveva completamente allargato il buco e reso pronto. Il magrebino avvicina il piede alla mia faccia a terra, si toglie la scarpa da ginanstica e me la mette sotto il naso, puzza molto, mi ficca il piede sudato in bocca. L’albanese sta dando dei colpi che mi schiantano, lecco il piede, poi a un certo punto sento arrivare della piscia calda in faccia. Uno dei pakistani si sta svuotando sopra di me, mentre altri ridono forte, e gli danno pacche sulla schiena. Mi ritraggo istintivamente, ma l’albanese mi preme la faccia a terra nella pozzetta di piscio che si è formata. Viene con un grugnito come se questa scena fosse stata la goccia finale. Esce lentamente. Si alza, mi rovescia sulla schiena con il piede. Anche il magrebino mi piscia addosso. Quando ha finito, se ne vanno tutti.

Peccato sia sono una fantasia nel secondo paragrafo. In realtà, mi hanno lasciato andare via anche se qualche idea secondo me era venuta loro.

One thought on “Gangbang

  1. No Name ha detto:

    La parte del piscio e dei piedi è a dir poco disgustosa…ma il resto me l’ha fatto venire duro solo a leggere.
    Se invece di 1 albanese, 1 magrebino e 3 pakistani fossero stati 2 albanesi, 1 magrebino e 2 rumeni credo sarei venuto anche senza toccarmi…

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