Tirarlo su

U. X. mi aveva telefonato, mesi fa. Il numero gliel’aveva dato una marchetta albanese con cui avevo avuto qualche scambio. Lui però è tutto diverso dall’altro, non ha la stoffa della marchetta. Mi piace, è giovane, ha l’espressione torbida e un po’ imbecille. Mi eccita il suo odore di maschio slavo che vive con i cugini che si lavano tutti poco. Ma al telefono l’ho trattato male, e quando poi lo incontravo di persona lui faceva finta di niente, si era convinto che l’amico marchetta (che nel frattempo è finito in carcere, come ho poi saputo da lui) gli avesse raccontato delle balle, non riusciva a credere che mi piacessero i maschi, inoltre era intimidito dalla posizione che ho nel mondo reale nel quale ci conosciamo. Ci siamo poi incontrati altre volte, sul treno, in un centro commerciale, ma senza mai alludere né al suo amico né alla telefonata.

Invece la settimana scorsa deve essere scattato qualcosa, ha visto nel mio sguardo il desiderio. Non so. Ci siamo incrociati, mi ha sorriso, abbiamo cominciato a parlare. Forse era lui ad avere voglia. Abbiamo parlato un po’ del più e del meno, poi lui è entrato faticosamente in argomento, anche perché non parla bene l’italiano. Ha questo modo di strascicare le parole, poi, che trovo irresistibile e sexy. Alla fine gli ho detto, ok si può fare e lui alla fine è rimasto sorpreso, ancora non credeva.

Ci siamo chiusi in un bagno del centro commerciale, gli ho tirato giù i pantaloni della tuta, sporchi e puzzolenti, il cazzo era moscio, piccolo. Me lo sono messo in bocca  ma non succedeva niente. Durante la trattativa, prima, gli avevo detto che per me contava soprattutto che piacesse a lui, che a me piaceva solo se piaceva anche a lui e che con la marchetta suo amico non c’era stata storia perché lo faceva solo per soldi. Perciò mi sono alzato e l’ho guardato un po’ scettico, sempre però toccandoglielo ed sperando di sentirlo indurirsi, inoltre ero un po’ deluso dalle dimensioni. “Se vuoi tirarlo su devi usare la bocca” mi dice. Mi impegno meglio a “tirarlo su” (espressione che mi eccita, non so bene perché), e in effetti si allunga e si indurisce, fino a dimensioni considerevoli, inaspettate, golose. Lo succhio bene. Tiene le braccia inerti lungo i fianchi. Gli metto le mani sulla mia nuca, per fargli capire che voglio mi fotta in bocca con il suo arnese completamente tirato su. Ma non capisce, mi accarezza anzi. Per lui sono sempre la persona che gli chiede il documento d’identità e potrebbe accorgersi che è scaduto.  Dopo un bel po’ di pompa mi stacco un momento, lui se lo mena vigorosamente e viene nella tazza. Ci mettiamo daccordo che ci rivedremo. A presto

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