Albanese per principianti

Temendo che me ne pentirò, porto a casa mia U. X.  E’ tornato dall’Albania più magro e asciutto, quasi più figo. Mi ha chiesto aiuto per compilare un modulo, lo faccio volentieri. Finita la pratica burocratica gli chiedo di insegnarmi qualche frase sconcia in albanese. Come si dice “mi piace succhiare il cazzo”? Ridacchia, “…”. E invece “mi piace prenderlo in culo”? Comincia a toccarsi in mezzo alle gambe, ed era quello che volevo, eccitarlo un po’, capire se sta facendo una marchetta o se ci trova anche del suo piacere. Proseguo con le frasi sconce. Ride imbarazzato. Gli verso della birra ancora. E “mi piace farmi pisciare addosso”? Mi guarda un po’ stranito. Ha il cazzo duro e glielo tiro fuori. E’ un bel cazzo, diritto, con la cappella a punta ma ben delineata e morbida, con un tocco infantile. Comincio a pomparlo, non c’è stato bisogno di tirarlo su stavolta. Si spoglia del tutto, non l’avevo ancora visto nudo, ha un bel fisico liscio, elastico, sembra più giovane ancora della sua età. Si toglie le calze umide per ultimo, gliele prendo e le annuso, stavolta si è cambiato da poco, non sento odori purtroppo. Gli chiedo di fottermi in bocca. Non aveva mai provato un soffocotto italiano, gli piace, adesso è duro come non era mai stato prima. “Ti piace?” E’ rosso in viso, per la prima volta davvero eccitato. Stantuffa con gusto e mi cava fuori un litro di saliva che mi cola sulla maglietta.

Dice “adesso però devo pisciare”. Come “però”? dico io, non parla ancora bene l’italiano. Mi spoglio anche io e mi siedo sulla tazza, “vieni, fai pure”. Si schermisce, la cosa non lo eccita tanto, adesso ce l’ha molle e comunque mi piscia sul petto, è calda, puzza. Capisco che l’idea di proseguire con uno bagnato di piscia, anche se è la sua, anche se l’unica cosa con cui mi tocca è il cazzo, non gli piace. Mi risciacquo, poi mi concentro sul suo cazzo che è adesso tutto da tirare su. Gli chiedo se vuole scoparmi, dice sì, ma il sesso dirty proprio non è il suo: mi confessa che il rischio di trovare della merda anche se sul preservativo gli fa schifo. Gli dico che non posso assicurargli di essere pulito. Mi infilo una candela su per il culo per vedere se esce ancora pulita (non ho dildo in casa, devo provvedere). Lo faccio mostrandogli il culo, spinge la candela con molta esitazione mentre io credevo potesse eccitarlo anche questo. La candela esce pulita, solo sul piatto superiore ha una macchiolina rossastra. L’idea di un clistere lo ammoscia definitivamente. Invece di irritarmi la cosa mi diverte, mi fa tenerezza. Usciamo e andiamo a mangiare qualcosa al bar della spiaggia. Al caffé, un po’ intimidito, propone di ritornare in casa, crede di avermi fatto arrabbiare, ma per me è tardi e comunque poche cose ammosciano me come il sospetto che si stia forzando. Sarà per un’altra volta, magari anche con quel suo cugino che ce l’ha grossissimo, dice lui.

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