Ancora odori

DominoBoy si fa pregare tutta una giornata prima di concedermi di raggiungerlo. E’ sera ormai, dopo che è stato tutto il giorno in rete e non ha trovato niente che lo smuovesse veramente. Avevamo cominciato a chattare già al mattino ma ovviamente sperava in qualcosa di meglio. Mi descrive dettagliatamente cosa gli piace (farsi leccare i piedi, face sitting, trampling ecc.) io sono talmente eccitato dalla faccia e dal fisico pieno e sensuale di questo ventottenne che prenderei in considerazione anche cose lontane dai miei gusti, figuriamoci un bel paio di piedi puzzolenti (che vedo nel profilo e già le foto mi basterebbero per una sega).

Quando arrivo  è sexy come mi aspettavo, in short e maglietta che ha recuperato dal fondo del cesto della roba da lavare e si sente. C’erano anche dei calzerotti, mi dice mentre si siede su una poltrona e solleva una scarpa da ginnastica. “Le ho messe per te” dice “anche con questo caldo” e sorride obliquo. Mi inginocchio e comincio a baciare le scarpe, non si sente odore però, con i denti comicio a slacciarlo, lui taglia corto e se ne leva una con l’altro piede, oh adesso sì. Bacio la spugna sporca e umida, distinguo il rancido del sudore vecchio da quello amaro fresco, benedetti adorabili batteri. Toglie le calze non so se più umide di lui o della mia saliva, comincio a lavorare con la lingua bene in mezzo alle dita. Mi metto a pancia in su e lui si alza dalla poltrona, in piedi, con il piede sulla mia faccia completamente dominatore, se mi fossi portato un plug adesso mi bagnerei di sicuro. Mi spoglio e lui mi mette il piede sulla pancia, mi monta sulle gambe, mi giro e gli chiedo di camminarmi sopra ma lui dice che ha paura di farmi male, mi giro di nuovo e si accuccia sulla mia faccia, sento la puzza degli short. Con le labbra mi impadronisco di un lembo che sulla lingua grattava come indurito da piscio secco o sperma. “Bravo, bravo”, si toglie gli short e mi piazza il buco del culo sulla bocca, con precisione millimetrica. Lecco, lecco, succhio.  Mi infila un cazzo largo e deciso dentro la gola, e mi fotte per un po’ fino a quando l’apnea me lo consente, tossisco, mi piangono gli occhi come fontane e mi esce saliva che ad ogni buon conto approfitto per spalmarmi sul mio buco del culo. Non abbiamo parlato di scopare e temo che non sia neanche interessato: era implicito che mi sarei fatto bastare i suoi odori. Ma lui nota il mio movimento e sbotta “che troia!” con un ghigno obliquo, “vieni che ti premio”, con uno schiaffo mi fa girare, poi si mette un profilattico e me lo appoggia, spinge. E’ largo ma anche duro, entra abbastanza facilmente, intanto che mi incula mi fa leccare le dita che si è infilato nel suo di culo, belle saporite. Poi recupera un calzino e me lo mette in bocca. Godo come poche altre volte nella mia vita.

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